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Lonigro Davide

职业
地点
兴趣
low living, high thinking.

troubles & headaches

keep it simple
8月10日

un ritorno 2

Cosa sarà? che fa crescere gli alberi, la felicità? Che fa morire a 20 anni anche se vivi fino a 100?
Cosa sarà a far muovere il vento? A fermare un poeta ubriaco? A dare la morte per un pezzo di pane o un bacio non dato?

Cosa sarà?! Chi lo sa, il brano alla fine non lo dice, ogni volta che lo ascolto spero d'arrivare in fondo e comprendere cosa effettivamente sia. Ma nulla, Lucio e Francesco non mi rispondono. Però pongono delle domande che pesano come macigni, questo è certo.
Cosa sarà che dobbiamo cercare? Un'idea ce l'avrei ma me la tengo per me e vi lascio ascoltare il sax (o quel che è) che occupa la scena negli ultimi 30-40 secondi. Una volta cercavo l'instabilità, poi l'identità, poi la meta perfetta, poi me stesso, poi e ancora il viaggio. Finii col cercare l'affetto, quello che non fosse della mamma, del papà o della sorella, o degli amici. Forse l'ho trovato, ma queste cose son sempre difficili da definire. Contorni confusi, forme poco chiare.
Adesso, mentre sono costretto qui, cerco di nuovo il viaggio... ma scopro di non avere soldi e neppure diritti di prelievo, in fondo mancavo da casa da sette mesi e assentarmi di nuovo così presto, forse, non sarebbe onorevole. A casa si vive bene, ci sono i comfort di uno Sheraton ai quali non si rinuncia facilmente. In giro ci sono gli amici "d'adolescenza" (quelli d'infanzia sono pochi, invisibili, mi odiano o sono spariti). Quello che non va è il resto: l'ambiente, i figuranti, quelli sullo sfondo. Per la maggior parte gente che comprende il solo linguaggio della forza, che ritiene la lingua italiana un'offesa, materialista fino all'osso, cattolico-fondamentalista. Maggioranza non vuol dire tutti, ma vuol dire più del 90%.

Anche per oggi non si vola! Una cassa enorme, che mi porto sulla schiena, che mi schiaccia.
Una cassa tutta piena di libri e di oggetti accatastati, di libri ingialliti, di carta stampata. C'ho una cassa sulle spalle, che palle!
Questo pacco di coscienza, com'è ingombrante, c'è proprio tutto, dalla logica alla scienza! Da Markusen fino a Dante, c'è anche Fellini, com'è pesante!

Che scoperta! Era giunto in sordina nella mia discoteca, poi un ascolto più attento ha fatto nascere l'amore. La canzone impegnata, il teatro-canzone: il Signor G. Giorgio Gaber ha fatto irruzione nelle mie orecchie, così ho iniziato a sperperare le mie fortune per comperare i suoi album. Soldi spesi bene, mai così bene. Un uomo che è un'enciclopedia dell'autocritica, dell'analisi lucida, che sbaglia, comprende, capisce, si corregge. In pochi sono disposti a tornare sui propri passi, lui invece sì, lo ha fatto e davanti a tutti. Quando è moda è moda, l'aveva capito! Eccome se l'aveva capito!
Io ho optato per questo suo corso concentrato di preparazione, l'ho trovato sensazionale. Alla fine si rischia pure di credere d'aver capito tutto, ma ovviamente così non è! Amici e colleghi però potrebbero lamentarsi del vostro particolare atteggiamento di saccenza (vera o presunta) nei loro confronti. Ogni tanto può capitare, basta edulcorare le vostre perle di saggezza, quando è impossibile tenersele per se. Di solito è così: voi conoscete Gaber, loro no (non fosse per alcune canzonette minori come "destra-sinistra" o "io non mi sento italiano"). Gli aspetti negativi? Oltre a leggere odio negli occhi degli altri, potreste avvertire sulle spalle un peso sempre crescente: è il già citato pacco di coscienza, che vi impedirà definitivamente di vedere il mondo con gli occhi di una volta. Ogni soggetto, ogni oggetto, un'analisi continua e incessante. Spesso avrete lo sguardo assente e chi vi è vicino sarà indotto a chiedervi "cosa c'è che non va?" ma è difficile rispondergli, potrebbe essere una risposta lunga, pericolosa, accidentata, sgradevole: vada per un semplice "stavo pensando". Non bisogna dimenticare la sempre maggiore tendenza all'isolamento a causa di una crescente incompatibilità (vera o presunta) con il solito ambiente, la crescente incapacità di adattamento e disponibilità al compromesso (di contro una crescita esponenziale di intolleranza). Potrebbe sembrare un processo irreversibile, ma così non è. Ci vuole auto-controllo e pesanti dosi di equilibrio: se non si vuole essere tacciati di estremismo conviene una velata passività che induca chi vi è vicino o chi vi osserva a domandarsi: "c'è o ci fa?".

Quale allegria se non riesco neanche più ad immaginarti? Senza sapere se volare, se strisciare, insomma non so più dove cercarti!

(essì Dalla mi piace) Il lato romantico, ci sarebbe da raccontare ma ciò attiene alla mia sfera strettamente privata. Mi limiterò a scrivere che non è più uno spazio bianco, ora c'è scritto qualcosa, pochino ma meglio di niente. E pensare che stasera tanti e tanti saranno in spiaggia, in montagna, lontano dalle luci, alla ricerca delle stelle ma soprattutto dell'intimità e dei propri desideri. Quello speciale contatto con l'infinito, con lo sguardo - almeno per una sera - rivolto al cielo. Magari intenti ad ascoltare la voce che viene da dentro, i propri pensieri, le proprie preoccupazioni. Oppure a controllare opportunamente i propri arti in seguito alla solita sbronza, o ancora a dare del proprio meglio nella gara di rutto libero con gli amici. Gioventù (ora c'è anche un ministro per noi)!
Insomma le solite cose che piacciono tanti ai giovani e meno meno giovani, o pseudo tali.

Nel frattempo, per concludere, ultimamente ho lo sguardo assente. Penso, penso, penso. Ma cosaaaa? Cosaaa?
Una volta mio fratello mi ha detto: "Quella voglia di partire ti abbandonerà solo quando sarai morto", e secondo me ha ragione.

Saluti,
John Soqquadro
4月27日

un ritorno

Che tipo d'uomo legge oggi il vangelo? Che t'hanno fatto agli occhi, gesù maria?! Quanti anni ho sotto il cielo?
E quante formiche ho torturato nella mia infanzia buona e cattiva?
Prima di diventare uno di loro quanto c'ho messo? Quanta rabbia? Quanto sesso dietro ai vetri?
etc etc.

Non ricordo quanto tempo sia passato dall'ultimo post, probabilmente tanto, tantissimo. Sono presi in scarsa considerazione i miei post, per una ragione: sono poco interessanti. Non parlano di "quanto ti amo", né di "quanto ti voglio bene" e neppure "ti dedico questa canzone". E mettiamoci che scrivo pure così così, non ho assolutamente l'eleganza di Alexis de Tocqueville, neppure la bravura di persone a me care. Forse sarei più bravo a scrivere strisce d'agenzia. Forse dovrei smettere, o forse dovrei proseguire perchè in fondo, qui, non se ne accorge nessuno.
Comunque quelle domande poste lì in alto - l'avrai già capito - sono i versi d'una vecchia canzone di De Gregori. Una delle mie preferite, insieme a Santa Lucia, Pablo... e altre. De Gregori! Che scoperta, una scoperta tarda. C'ho messo un po' per capire che Viva l'Italia, conteneva i versi che una volta il mio prof abilmente utilizzò in un suo editoriale, magari non fu così, lo fece inconsapevolmente. Una bella canzone, un po' natalizia però belloccia, ascoltabile: viva l'Italia, l'Italia sulla luna! Eccessivamente ottimista, ma non troppo: metà dovere e metà fortuna. Come spiegare questo ritardo? E tanti altri? Ho vissuto dentro un microcosmo per tanto tempo. Ora un po' alla volta mi lancio all'esplorazione e ho l'ansia del ritardo. Ho compiuto ben 21 anni e agli atti non c'è molto: amici (quelli ce li hanno tutti o quasi), viaggi (lo stesso), sentimenti. Ma neanche qualche impresa che possa essere definita propriamente epica. L'Inter-Rail? Beh è stata una signora Esperienza, ma non basta. Dici che ho ragione? Forse forse dovrei mettermi ad architettare qualcosa di più difficile. Poi c'è chi di Inter-Rail ne ha fatti 3 o ancora di più. Quindi?
Quindi tra un impegnato e un non so, cerco la terza via attraverso la fotografia. Ma anche qui, gli achievements sono pochi o nessuno. L'aspirazione è essere il nuovo Josef Koudelka, un membro dell'agenzia Magnum. Ah! I sogni... ogni tanto penso d'averne troppi, di guardare al futuro troppo spesso e poco al presente (e questo secondo Yoda è un male, conduce al lato oscuro della forza). Alla ricerca di nuove soddisfazioni, di nuovi traguardi: il nuovo motto è questo, ho deciso. Sempre con una certa attenzione all'altro, che anche secondo Kapuscinski, è sacro. Non so assolutamente dove stia andando, è questo l'inizio della transizione verso l'era delle responsabilità (come dice un famoso presidente)? Probabilmente sì e la figura di riferimento è Nicholas D. Kristof. E' ancora vivo e lavora benissimo, e sono d'accordo con lui nel 99.9% dei casi.
La crisi economica renderà tutto un po' più complicato, ma non importa, si suderà un po' di più, ma alla fine sopravviveremo. Diventare parte della generazione milleuro non m'interessa, però qualcosa dovrò pure guardagnare. Eh già, l'autonomia economica... mezzo o fine? In ogni caso è troppo presto per parlare d'indipenza economica. Krugman scrive ogni volta nella sua rubrica il peggio del peggio, ma i saggi non li ascolta mai nessuno.

Per le persone facili, che non hanno dubbi mai...

L'album di Dente, l'ultimo, L'amore non è bello, è arrivato a casa il 13 febbraio. Ascoltarlo è stato piacevole, e A me piace lei è finita in testa alla mia classifica. E la Presunta santità di Irene pareva sin troppo simile ad un'altra apertura, per fortuna Peveri ha confermato: è innamorato di Anima Latina, un antico e improbabile album del Battisti. Un album piuttosto sfortunato, fresco e troppo sperimentale. Chi adora Il mio canto libero non può apprezzare Il salame. Che gusti raffinati sig. Peveri! Il giorno dopo, 14 febbraio, è trascorso come sempre (un giorno esattamente uguale agli altri 364). Un po' più in là ho visto la donnadellamiavitanumero99, me ne sono innamorato e non l'ho dimenticata più. L'ho rivista un po' di volte, dici che dovrei agire di più? E hai ragione... ci stiamo lavorando. Era incuriosita dal curioso caso di Benjamin Button, almeno quanto me. Ed era alla festa No repair almeno quanto me. Chissà quando ti rivedo? Qui (e altrove) accade spesso di rivedere qualcuno, ma non si tratta di te. Al cinema arsenale fanno dei bei film, ti ci vorrei portare qualche volta. Però c'è bisogno della tessera, e quella costicchia: nulla di grave. Però se c'eri a vedere Brad Pitt, c'avrai pure la tessera. Nulla di impegnativo, magari ti piace ascoltare la tecno e vedi in Silvio una salvezza per l'Italia, o ancora peggio non sai neppure chi sia Silvio e non te ne importa nulla. Se così fosse, tutto finirebbe ancor prima d'iniziare, non temere.

Se avessi potuto scegliere tra la vita e la morte, avrei scelto l'America...

Di recente sono stato in Slovenia, per la quarta volta. Il treno è diventato da un po' di mesi a questa parte il mio mezzo di trasporto prediletto, potessi raggiungerci pure gli Stati Uniti, lo farei. Terzani aveva ragione quando diceva che le stazioni ferroviare hanno un certo loro fascino: scendi e ti ritrovi in centro, vedi la città e la gente comune e pure gli accattoni. L'hanno capito pure le ferrovie dello stato, trenitalia o quel che è (c'hanno messo un po' però). Ti accorgi che l'Alitalia che si faceva pubblicità sulla Lancia Stratos un po' di decenni fa non esiste più perchè quando vai sul sito di AirOne, ti reindirizzano al sito di Alitalia: Toto c'è riuscito, con destrezza? Non direi. Ricordo ancora che la CAI era registrata come società di ringhiere o qualcosa di simile, Colaninno non sapeva cosa rispondere. A proposito un po' di giorni fa è stato celebrato un toscano di Fucecchio, leggendario. Aveva visto tutte le italie e diceva che l'ultima era peggio delle altre. Secondo me, aveva ragione.
Tornando ai viaggi, nella wishlist in vetta c'è il Giappone, seguono la Cina, l'India e altri.

Ho fatto la mia insalata, ne è uscito fuori un mezzo riepilogo, un riepilogo incompleto perchè mi son perso per strada. Ci sarebbe altro da raccontare, tipo le magnifiche persone che ho conosciuto in questi ultimi mesi, le piccole soddisfazioni quotidiane e l'immenso piacere di passeggiare con le cuffie. Così tanti ringraziamenti da fare... ma basta così.

Ora c'è un discorso di Filippo Turati del 1920 che mi attende:
"In Basilicata, la patria dell'onorevole Nitti, terra così fertile di uomini politici [...] abbiamo la Piana di Metaponto di circa 60 mila ettari, pari a 600 chilometri quadrati; io non vi sono stato mai, ma mi dicono che la stazione di Metaponto è nel deserto!"

Best regards,
John Soqquadro
10月15日

un po' stanco

"ehm ehm..." - cerca di attirare a se l'attenzione.
Tossisce, nella speranza che qualcuno si volti.

E' ormai stanco dell'indifferenza, di come la gente attorno a se si preoccupi solo della quotidianità.
E' sconvolto dall'approvazione del premier, 62% secondo un sondaggio di Repubblica.
Hanno scelto 1000 cittadini tutti sbagliati? No, è solo l'italiano medio che ha risposto.
Quello che adora la polvere di stelle e l'illusione, appasionato di barocco ed alfa romeo.
Perde coscienza sapendo che un senatore siede abusivamente a Palazzo Madama e nessuno batte ciglio.
Saviano è costretto a lasciar l'Italia. Sintomatico?
E allora s'interroga, si tortura. E poi pensa che il cielo è sempre più blu. Rino voleva dire tante cose.

Urla improvvisamente: "svegliatevi!" ma neppure gli studenti lo ascoltano, almeno così pare.

Pochi minuti dopo si rende conto della stronzata, una stronzata per di più solamente sognata.

Poi gli sovviene quella canzone dei Baustelle, Anna pensa di soccombere al mercato... ecc ecc
Il liberismo ha i giorni contati? Non proprio! dice. Ma il testo ha tutto il suo gradimento, un buon 95%.
8月3日

Lezioni per il futuro

E' triste! E' tutto un'illusione:
Il futuro ci inganna da lontano,
Non siamo più quel che ricordiamo,
Né osiamo pensare a ciò che siamo.
George Byron, Stanze per musica

alcune lezioni per il futuro
:
  1. trasmettere è la condizione indispensabile del progresso
  2. mangiare la vita per non morire
  3. il sacro legittima i tabù
  4. la parola può diventare un'arma mortale, il mercato è pericoloso se non è equilibrato
  5. è dal confronto tra nomadi e sedentari che l'umanità acquisisce forza e libertà
  6. il sacro si cancella di fronte alla forza e il religioso davanti al militare
  7. un impero si instaura quando assume il controllo delle eccedenze, che gli permettono di difendersi e di attaccare gli altri; declina quando non accumula più abbastanza per controllare le rotte strategiche
  8. quando una superpotenza viene attaccata da un rivale, spesso è un terzo a spuntarla
  9. il vincitore spesso fa propria la cultura del vinto
  10. il potere sul mondo continua a spostarsi verso Ovest, anche se le principali ricchezze restano ancora all'Est
  11. una dottrina religiosa, per quanto influente possa essere, non può rallentare il cammino della libertà individuale
  12. anche tutti gli altri "cuori" saranno, dopo Venezia, il prodotto di un superamento
  13. l'apertura alle élite straniere è una delle condizioni del successo
  14. finanza e assicurazioni, strettamente legate, costituiscono la dimensione essenziale del potere mercantile
  15. una nuova tecnologia di comunicazione, che sembrava centralizzatrice, si rivela un nemico inesorabile dei poteri in carica
  16. nessun impero, anche se sembra eterno, può durare all'infinito
  17. la musica, foriera dell'avvenire
  18. è la penuria che costringe a cercare una nuova ricchezza; la scarsità è una benedizione per gli ambiziosi
  19. poco importa chi inventa una tecnologia, l'importante è essere in grado - culturalmente e politicamente - di farla funzionare
  20. lo Stato autoritario crea il mercato, che a sua volta crea la democrazia
  21. il fallimento della piazza finanziaria dominante sancisce la fine di un "cuore"
  22. il vincitore di tutte le guerre è quello che non la fa, o almeno che non combatte sul proprio territorio
  23. il tempo che separa un'innovazione, anche socialmente necessaria, dalla sua diffusione gira sempre intorno al mezzo secolo
  24. il legame tra tecnologia e sessualità struttura la dinamica dell'Ordine mercantile
  25. numerose invenzioni fondamentali sono il prodotto del lavoro di ricercatori, pagati con fondi pubblici per trovare tutt'altro
tratto da: Jacques Attali, Breve storia del futuro . 2007 . Fazi Editore

7月29日

PR, 7.29.8

PRESS RELEASE, JULY 29th 2008
John Soqquadro è fiero di annunciare il suo nuovo traguardo raggiunto nell'ambito della fotografia analogica.
Dopo i notevoli risultati raggiunti nell'ambito della fotografia digitale (dei quali le 8'500 visite e più su flickr sono una testimonianza) era diventato indispensabile un tuffo nella fotografia vintage, ricca di gesti sconosciuti ai più e di una magia unica.
E' riuscito con successo, infatti, lo sviluppo del suo primo rullino in bianco & nero, un ILFORD FP4 PLUS 125 ISO.
24 scatti di natura sperimentale, presto disponibili al pubblico. Si tratta di panorami realizzati tra la città di Pisa e quella di Firenze, sono presenti inoltre alcuni ritratti (per lo più amici e conoscenti dell'autore).

Restate in lettura, presto nuovi aggiornamenti.

J.S.Z.
6月8日

parole sante

epigramma n.° 5
 
"il guaio di essere abbastanza intelligente, da capire che non vali niente."
 
Dino Risi (1916-2008)
4月26日

25 Aprile

25 x 62

di Giuseppe Pugliese

Tra pose di corone, comizi, dichiarazioni di politici, trite e ritrite e analisi storiche da tempi televisivi, è passato un altro 25 aprile!

Una data questa che ricorda l’insurrezione di Milano e di tutto il nord; uno degli episodi conclusivi dei tanti che caratterizzano il centro e nord Italia dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. La resistenza che si è posta e si pone alla base della nostra Costituzione e della Repubblica, sfugge a qualsiasi epica cinematografica americana o retorica propagandistica sovietica sulla seconda guerra mondiale; essa non ha espresso eroi ma l’esempio di migliaia di uomini e donne che spesso al prezzo della propria vita hanno lottato e collaborato per distruggere un’oppressione in nome di un futuro di pace, giustizia e libertà. E’ l’esempio di uomini e donne, ognuno per quel che poteva dare e fare, che in un presente di distruzione e di morte hanno sperato e immaginato un futuro migliore, se non per sé, per gli altri. La resistenza insomma come somma di azioni quotidiane anche semplici come dare ospitalità e nascondere un ebreo o un partigiano. C’è nelle celebrazioni della resistenza una riproposizione che a volte può sembrare ripetitiva e stanca dei valori positivi che ad essa si ricollegano, c’è soprattutto nelle testimonianze di chi visse quella esperienza come parte attiva, una sorta di pudore per la violenza che pure essa ha rappresentato e da cui quei valori positivi sono scaturiti. C’è chi ricerca ancora le ragioni dell’una e dell’altra parte; chi conteggia da ragioniere il numero delle morti “giuste” ed “ingiuste” per ricavare da ciò il senso della resistenza, dimenticando che essa rientra nel quadro drammatico e tragico della seconda guerra mondiale da cui nessuno è uscito innocente se non i morti e non tutti; una tragedia da cui si è usciti solo dandosi ragioni e significati collettivi futuri. La resistenza perciò assume il significato di ultima guerra e di cooperazione di un popolo per un futuro migliore; per questo motivo possiamo dire che oggi al di là delle aspettative deluse e di un presente spesso individualista, egoista e tornacontista, resiste chi ha senso della collettività e di appartenenza ad un popolo ed in suo nome continua a fare il proprio dovere.

Resiste il magistrato libero, il politico onesto, il giornalista indipendente, il lavoratore laborioso, l’imprenditore che non paga tangenti e considera la propria azienda un luogo di diritti e non di sfruttamento; resiste chi continua a pagare le tasse e chi amministrando denaro pubblico lo fa con la stessa cura che dedica ai propri interessi privati; resiste chiunque faccia il proprio dovere, nonostante le piccole e grandi ingiustizie e miserie quotidiane e private, rivendicando la propria dignità di essere umano ed esercitando sempre la propria libertà. Resistono tra di voi studenti quelli che affrontano l’impegno quotidiano della vera conoscenza, non come “fatica”, ma come vera e principale occasione di libertà e di affermazione umana. Per voi ed a voi ciò: «… gli slavi sono tenuti a lavorare per noi… l’istruzione è pericolosa, sarà sufficiente che sappiano contare fino a cento… ogni persona istruita è nostro futuro nemico. Lasceremo la religione come diversivo… » - Da una lettera di Martin Borman, segretario del partito nazista, del 23 luglio 1943 ad un anno dell’invasione tedesca dell’Unione Sovietica.

dal periodico dell’Istituto “Manlio Capitolo” di Tursi: Mete – numero 4, anno V

 
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