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4月20日 7 giorni in TibetUna situazione simile, seppur più breve, a quella di un certo Heinrich Harrer – quello di "7 anni in Tibet" per intenderci. Sto vivendo una settimana proprio come quei 7 anni in quel meraviglioso e magico posto che era il Tibet (dico era perché ora i cinesi l'hanno trasformato, modernizzato ahimè). Seppure non ci sia corrispondenza temporale il clima è lo stesso. Sto apprezzando un po' di quella solitudine quasi totale che non affrontavo da tempo. Già, perché la solitudine va affrontata - e vinta possibilmente, e per fortuna al giorno d'oggi di strumenti per vincerla ce n'è a sufficienza, basta averli. A darmi una mano – come sempre – c'è la musica, ora in particolare un po' di salutare Jazz. Lei sa cosa sarebbe il mondo per me senza di lei. E' la mia amica inseparabile, la compagna di vita che sicuramente non mi tradirà mai. Di conseguenza la mia non è vera solitudine dunque! Bensì pausa di riflessione, una pausa utilissima per stabilire quali debbano essere le mie prossime mosse, mosse decisive, mosse che mi condurranno a quella tappa importante che è la maturità. Già, la maturità è alle porte e ancora devo prenderne realmente coscienza. Oltre alla musica c'è un buon libro con me: "Un indovino mi disse" di Terzani, la descrizione di un lungo viaggio attraverso tutta l'Asia alla ricerca dell'occulto, di quelle cose che noi occidentali riteniamo assurde ed inutili ma che lì – in oriente – rivestono un ruolo notevole (dai colpi di stato ai matrimoni), condizionando vite intere. Lui è il mio Dalai Lhama, la mia guida spirituale, tanto per rimanere nel parallelismo dal quale scaturisce questo post. Gli amici sono in viaggio, un viaggio nella terra che amano e torneranno tra pochi giorni. Al loro ritorno per creare un po' di suspance vorrei sparire io, ma la scuola non me lo consente. Spero si stiano divertendo, probabilmente un viaggio così gli darà una bella spinta propulsiva per arrivare più che pronti alla maturità, io invece dovrò cercarmela altrove e se non la trovo… pazienza! Il 20 giugno arriverà lo stesso, inesorabile. 4月6日 Sul turismo"Che brutta invenzione il turismo! Una delle industrie più malefiche! Ha ridotto il mondo a un enorme giardino d'infanzia, a una Disneyland senza confini. Presto anche nella vecchia, remota capitale del Laos sbarcheranno a migliaia questi nuovi invasori, soldati dell'impero dei consumi e, con le loro macchine fotografiche, le loro implacabili videocamere, gratteranno via quell'ultima naturale magia che lì è ancora dovunque."
Un indovino mi disse (1995), Tiziano Terzani. Berlino EstChissà com'era Berlino Est nel 1989?
Chi avrà avuto il piacere di guardare un'ora e mezza di film non tradotto in lingua tedesca, più o meno sottotitolato come "Goodbye Lenin!" forse potrà compredere. Anni ed anni di ristrettezze economiche, un ragazzo che crescendo in tivù guarda parate militari e a scuola impara inni nazionali. Una madre tutta dedita al socialismo e ai giovani pionieri, poichè vedova. Anche questa era la DDR, telegiornali un pò grigi con notizie un pò alterate sull'occidente. Poi c'era quel muro lunghissimo che divideva Est e Ovest, due sistemi differenti. Umanità diverse. Interessante Berlino Est, vero? Quel muro cadde, era il 1989 e checkpoint charlie perse il suo significato. E così a Berlino Est arrivò la Coca Cola. |
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