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    February 13

    appunti di geopolitica #1

    - There have been scattered new checkpoints around the city and, recently, more streets have been closed, blocked off or checked by security forces. But residents expressed skepticism that checkpoints really provide any real security. Driving around Baghdad, checkpoints tend to create long traffic jams, but individual vehicles are seldom searched." These checkpoints are useless," said Ahmed Aboud, 45. "You can bribe them with 5,000 Iraqi dinars and bring in all the explosives you want."

    Tratto da un articolo del New York Times di oggi. Per alcuni è una fonte poco credibile nell'era contemporanea dell'informazione, per me invece lo è, visto che molte volte se non hanno scritto proprio la verità, ci sono andati molto ma molto vicini. Si parla dell'Iraq di oggi, dell'ennesima "nuova" mossa per porre fine alla violenza che affligge Baghdad. Più checkpoint, più soldati per le strade, intransigenza nei confronti dei fuorilegge. Ottimo, ma quanto realmente verranno applicate queste nuove disposizioni? E qui la risposta di Ahmed Aboud, un qualsiasi cittadino iracheno, riguardo ai checkpoint: "[i soldati -iracheni?] Puoi corromperli con 5000 dinari iracheni e porti dentro [la capitale] tutti gli esplosivi che vuoi" quasi rivelatrice. Nei telegiornali di questo non si parla mai, almeno io non ne ho avuto mai la fortuna.

    Di recente anche un'altra conferenza stampa dell'esercito statunitense: l'intelligence ha individuato l'origine di numerose armi utilizzate negli attentati e negli attacchi ai marines, sono quasi certamente di origine iraniana. Non giunge come una sorpresa certo, però a Washington i democratici accusano "Di quanto ci si può fidare di quest'intelligence che ci ha trascinati nel conflitto iracheno, rivelando al mondo armi di distruzione di massa fantasma?" e razionalmente, me lo chiedo anch'io.