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1月31日

I Have A Dream

Imperversano le citazioni negli ultimi mesi su questo mio decadente blog, per cui oggi eccone un'altra, tra l'altro credo famosissima, in english e poi tradotta (da me) per farla comprendere a un maggior numero di connazionali affinchè possano apprezzare il messaggio di questo meraviglioso uomo, ucciso dall'odio razziale. - scusate per la traduzione artigianale, spero che renda!

"I have a dream that one day this nation will rise up and live out the true meaning of its creed: 'We hold these truths to be self-evident, that all men are created equal. I have a dream that one day on the red hills of Georgia, the sons of former slaves and the sons of former slave owners will be able to sit down together at the table of brotherhood. I have a dream that one day even the state of Mississippi, a state sweltering with the heat of injustice, sweltering with the heat of oppression, will be transformed into an oasis of freedom and justice. I have a dream that my four little children will one day live in a nation where they will not be judged by the color of their skin but by the content of their character. I have a dream today. I have a dream that one day, down in Alabama, with its vicious racists, with its governor having his lips dripping with the words of interposition and nullification; one day right there in Alabama, little black boys and black girls will be able to join hands with little white boys and white girls as sisters and brothers. I have a dream today. I have a dream that one day every valley shall be exalted, every hill and mountain shall be made low, the rough places will be made plain, and the crooked places will be made straight, and the glory of the Lord shall be revealed, and all flesh shall see it together."

["Sogno che un giorno questa nazione si sveglierà e vivrà il vero significato del suo credo: noi riteniamo queste verità essere naturalmente evidenti, ovvero che tutti gli uomini sono stati creati uguali. Sogno che un giorno sulle rosse colline della Georgia, i figli degli ex-schiavi e figli degli ex-schiavisti potranno sedersi insieme al tavolo della fratellanza. Sogno che un giorno persino lo stato del Mississipi, uno stato soffocato nell'afoso caldo dell'ingiustizia, soffocato nell'afoso caldo dell'oppressione, si trasformerà in un'oasi di libertà e giustizia. Sogno che un giorno i miei piccoli quattro figli vivranno in una nazione dove non saranno giudicati dal colore della loro pelle ma solo per la loro ricchezza interiore. Sogno oggi. Sogno che un giorno, giù in Alabama, con i suoi feroci razzisti, il suo governatore con la bocca stracolma con parole di interposizione e vanificazione, persino lì in Alabama piccoli ragazzi e ragazze neri potranno stringere le mani di piccoli ragazzi e ragazze bianchi come sorelle e fratelli. Sogno oggi. Sogno che un giorno le valli saranno innalzate, e ogni collina e ogni montagna sarà abbattuta, i luoghi accidentati resi piani e quelli tortuosi dritti, e che la gloria del Signore sarà rivelata e tutte le anime potranno vederla insieme."]

Martin Luther King Jr. 1963

Le ultime righe potranno non essere apprezzate da tutti, ma il resto deve esserlo. I luoghi sono simbolici poichè nel mondo ci sono tanti Georgia, tanti Mississipi e tantissimi Alabama. Era un predicatore e il Divino nel suo discorso doveva esserci ma - ripeto - nessuno può pensare che il resto sia scontato poichè ancora oggi l'odio razziale esiste e qualcuno stenta ancora a capire.

Bye.

1月18日

Think Different.

"Questa è per i pazzi.
I disadattati. I ribelli. Gli attaccabrighe.
I pesci fuor d’acqua.
Quelli che vedono le cose diversamente.
Quelli che non amano le regole e non hanno rispetto per lo status quo.
Puoi lodarli, essere in disaccordo con loro, citarli, screditarli, glorificarli or diffamarli.
L’unica cosa che non puoi fare è ignorarli. Perchè loro cambiano le cose.
Inventano. Immaginano. Guariscono.
Esplorano. Creano. Ispirano.

Spingono l’umanità in avanti. Forse devono essere pazzi per forza.
In quale altro modo puoi fissare una tela vuota e vedere un’opera d’arte?
Oppure sederti in silenzio e sentire una canzone che non è mai stata scritta?
Oppure fissare un pianeta rosso e vedere un laboratorio in movimento?
 
Noi facciamo strumenti per questo tipo di persone.
Mentre qualcuno può vederli come pazzi, noi vediamo geni.
Perché quelli che sono pazzi abbastanza da pensare di poter cambiare il mondo, sono quelli che lo fanno davvero."
 
Pubblicato alla fine degli anni 90 era il componimento che rappresentava un'intera società: Apple Computer. Pubblicità fatta a modo per far capire al mondo, una volta per tutte, che chi comprava un Mac la vedeva assai diversamente da tutti gli altri. Ho cercato di fare una mera traduzione della versione originale - che trovate qui in basso, che in lingua rende assai meglio. Il nocciolo però resta quello: pensare differente (anche se sarebbe più corretto dire pensare differentemente) sempre e comunque; è anche il mio motto. Oggi Apple non è più quella di una volta, e probabilmente non tornerà mai ad esserlo, peccato.
Perchè essere fuori dagli schemi è rock. Bye, J.
1月5日

goodbye 2006

2006: l'anno durante il quale divenni maggiorenne, l'anno durante il quale tanti miei amici divennero maggiorenni, l'anno di una rinnovata consapevolezza, l'anno di tante nuove certezze e tante nuove incertezze, l'anno di nuove scoperte, di nuove delusioni - causate e ricevute, l'anno di nuove importanti amicizie - alcune vere e altre false, ma soprattutto l'anno del viaggiare, del viaggiare in grande. Il 2006 fu l'anno con un'estate completamente diversa dalle altre, vissuta interamente in un altro continente. Allo stesso tempo fu l'estate che non trascorsi con gli amici di una vita, persino quelli appena maturati. Mi sembrò di vivere sulla Luna, lontano dalla mia realtà e ogni fragile trasmissione con coloro che erano rimasti qui assumeva un significato speciale, unico. Nessuno potrà mai capire quanto uguale a Neil Armstrong io mi sentii in quei giorni - e temo che nessuno lo comprese. Cambiai, eccome se cambiai, così tanto che guardandomi dietro non riconobbi più me stesso. E ritornando, inevitabilmente, ebbi gli stessi problemi dell'astronauta. Non con poche difficoltà li superai, non senza pesanti critiche, non senza forti rimproveri - a volte giusti, altre no. Quando raccontai, probabilmente, venni preso per matto e alla fine mi convinsi d'esser realmente tale. Questo fu il mio leggendario 2006. Il 2006 fu una meravigliosa perla rara, ma lo compresi solo più tardi. Poi venne il 2007...